Storia dell'Osservatorio
L'Osservatorio Meteorologico "Ferrajolo", con più di un secolo di vita, figura fra i più antichi in Italia e all'estero.
L'idea di dar vita, a Taranto, ad un osservatorio meteorologico fu del Prof. Luigi Ferrajolo: a soli 14 anni (era nato a Taranto il 15 ottobre 1878) con i suoi risparmi, acquistò da un ottico un termometro a massima e a minima e con una serie di scatole vuote di lucido da scarpe, una cannuccia di paglia ed un sottile pennino di vetro, costruì un pluviografo.
La storia dell'Istituto, è la storia dell'intensa attività del compianto Prof. Ferrajolo, che lo diresse dal 1892 sino all'anno del suo ritiro in pensione nel 1968.
L'Osservatorio fu fondato nel 1892 dal Prof. Luigi Ferrajolo nella sua abitazione privata, col concorso del R. Ufficio Centrale di Meteorologia, con funzione di stazione termopluviometrica; e da allora il giovane, con passione e con rara competenza, tanto si adoperò, che il suo osservatorio venne ben presto corredato da numerosi strumenti.
Infatti, nel 1900 fu accresciuto il numero degli strumenti, grazie al Ministero della Marina.
Nel 1905 il Comune gli concesse sede stabile nel Palazzo degli Uffici: l’Osservatorio fu situato sull’alto della torre di levante del Palazzo.
Nel 1908, nel corso del Congresso dell'Associazione Internazionale di Sismologia, per invito dell’Associazione Sismologica Internazionale e col concorso del Comune, dei Ministeri dell’Istruzione e di Agricoltura Industria e Commercio, della Provincia e della Camera di Commercio di Lecce, fu fondata la stazione sismica. D’allora l’Osservatorio prese il nome di "meteorologico-sismico".
Il Ferrajolo, nello stesso periodo, progettò altri due sismografi di sua invenzione.
Queste apparecchiature hanno funzionato perfettamente fino al 1975, anno in cui l'Osservatorio, per esigenze tecniche, fu trasferito nella villa stile ottocentesco di Talsano.
Il gabinetto sismico era collegato al pian terreno del Palazzo degli Uffici: nella prima sala, adibita ad ufficio, prendeva posto una biblioteca ricca di circa 1000 volumi: in fondo un piccolo gabinetto fotografico per la riproduzione di diagrammi sismici; a sinistra la cabina del telefono interurbano, destra vi era la sala delle macchine.
Nel centro della stanza, a 80 cm al di sotto del piano stradale, era montato sulla roccia quaternaria il piccolo pendolo astatico di Wieckert, dono del Ministero della Pubblica Istruzione.
In fondo vi era un piccolo gabinetto per la preparazione delle carte dei sismografi e dei tracciati.
Vi era infine un altro ambiente che il direttore aveva destinato per mettervi due sismografi di sua costruzione.
All’Osservatorio fu affidato il servizio degli orologi della Città, quindici quadranti nei vari posti erano mossi sincronicamente da una macchina centrale posta nell’Osservatorio e controllata coi cronometri. Al progetto fu interessato l’egregio Padre Alfani dell’osservatorio Ximeniano di Firenze.
Per cura del Comitato Talassografico Italiano e per accordi presi con la Direzione del Servizio Aerologico dipendente dal Ministero della Guerra, col 1° ottobre 1912 cominciò a funzionare presso l’Osservatorio una stazione aerologica con lancio di palloni pilota per l’esplorazione dell’alta atmosfera. Questa stazione aerologica fu concepita come di prima classe.
Fu cura del Prof. Ferrajolo di impiantare una stazione radiotelegrafica che riceveva il segnale dell’ora trasmesso dalla Torre Eiffel di Parigi. Taranto fu così sede del secondo osservatorio collegato, con la capitale francese; il primo fu quello di Firenze del Padre Alfani.
Un'attività importante di questo Osservatorio è stata svolta a favore della navigazione aerea a partire dal 1924, compilando bollettini sinottici e ridotti per conto dell'Aeronautica Militare. I bollettini venivano trasmessi via radio (qualche radio si conserva nel nostro museo) ogni ora al Centro regionale Assistenza al Volo con sede a Bari e venivano elaborati per la previsione del tempo. Oggi, grazie ai numerosi strumenti di cui l'Osservatorio dispone, si eseguono le osservazioni di pressione atmosferica, temperatura dell'aria, umidità relativa, precipitazione, velocità e direzione del vento, nebulosità, stato del mare, eliofania e radiazione solare.
L'Osservatorio Meteorologico con la sua serie storica di dati completi ed ininterrotti dal 1892 ad oggi, costituisce un patrimonio per lo studio della climatologia tarantina: in questo modo l'Istituto, fedele alle tipiche esigenze del suo lavoro, come testimoniano le numerose richieste di dati, si rende sempre più utile all'agricoltura, all'industria, agli enti locali che si trovano nella necessità di fare giornalmente riferimento alle situazioni climatiche della zona di Taranto.
La Biblioteca Scientifica
Questa biblioteca merita di essere presentata, sia pure in linea molto generale. Nata per offrire agli studenti gli strumenti di ricerca e di studio, si è ulteriormente arricchita nel tempo di numerosi volumi. Data la sua natura specialistica è fornita di pubblicazioni periodiche di carattere meteorologico, sismico e di una raccolta di volumi scientifici riguardanti la sismologia, meteorologia, geofisica, fisica e le scienze naturali.
Fra le opere di sismologia annoveriamo le pubblicazioni di Mercalli.