Attrezzatura Scientifica
Strumenti in funzione nell'Osservatorio Meteorologico
Nella capannina dell'Osservatorio a quota metri 24,34 dal suolo:
- Termometri a massima e a minima
- Psicrometro di August
- Termoigrografo SIAP
- Evaporimetro Piche
- Pluviografo SIAP
Sulla terrazza dell'Osservatorio a quota metri 23 dal suolo:
- Eliofanografo tipo Campbell
- Anemografo meccanico SIAP
- Piranografo bimetallico SIAP
Sulla torretta dell'Osservatorio a quota metri 29,5 dal suolo:
- Anemografo autogeneratore universale tipo SIAP
Nella sala strumenti a quota metri 19,6 dal suolo:
- Barometro a pozzetto fisso
- Barometro di precisione
- Barometro aneroide
- Barografo tipo SIAP
Strumenti in funzione nell'Osservatorio Sismico
- Sismografo Wiechert a due componenti orizzontali con massa 200 kg
- Sismometro verticale Geotech a breve periodo
- Registratore per la componente verticale con relativi accessori elettronici
- Orologio programmatore tipo ING al quarzo
- Radioricevitore per la sincronizzazione automatica con i segnali di tempo emessi dalle stazioni.
Breve storia della strumentazione dell'Osservatorio Meteorologico
Era l'anno 1892 e Taranto, per le mani di un ingegnoso studente, ebbe la sua stazione termopluviometrica, prima pietra di quello che sarebbe diventato l'Osservatorio Meteorologico e Geofisico. Non è errato affermare che la vita di Ferrajolo e quella dell'Osservatorio tarantino da quel momento corrono parallele.
Un anemoscopio per le indicazioni della direzione del vento e un pluviometro per la misura delle precipitazioni, un termometro e un barometro: con tali apparecchi l'Osservatorio iniziò la sua limitata attività, estesa successivamente anche ai rilievi di umidità atmosferica con un igrometro, ancora conservato nel nostro museo.
Nel 1905 all'Osservatorio fu concessa sede stabile nel Palazzo degli Uffci, sull’alto della torre di levante del Palazzo.
La strumentazione presente nella prima sede dell'Osservatorio era composta da:
- un casotto meteorico tipo Stevenson;
- una coppia di termometri a massima e a minima;
- un termografo a registrazione Richard;
- un termoigrometro a ventilatore;
- un evaporimetro a bilancia;
- un eliofotometro di Esmark a registrazione fotografica;
- un pluviometro agrario;
- un anemografo Richard a mulinello elicoidale;
- un microsismografo Vicentini;
- un pendolo di Wieckert;
- un cronografo registratore del vento e della pioggia;
- un barografo registratore;
- un cronometro di marina di precisione;
La dimensione del casotto e la sua ubicazione assicuravano la libera circolazione dell’aria. Alcuni degli strumenti furono dono dell'allora Ministero di agricoltura Industria e commercio, come il microsismografo Vicentini e il cronometro di Marina di precisione.
Merita menzione l'anemografo Richard a mulinello elicoidale per la registrazione del vento: è uno dei tra i pochi veramente perfetti che si contano in Italia; ma questo strumento non è l'unico ad avere un primato, infatti, anche il pendolo di Wieckert, chiuso in una teca delle dimensioni di 1,60x1,60x1,00m fu il primo campione funzionante in Italia.
Fu cura del Prof. Ferrajolo di impiantare una stazione radiotelegrafica collegata alla Torre Eiffel mediante la quale Parigi trasmetteva, alle 10.45 e alle 23.45, ripetendo tre volte consecutivamente, l’ora esatta: al mattino, dopo la comunicazione dell’ora, trasmetteva un telegramma meteorico che dava le notizie del tempo dell’Atlantico, della Azzorre, delle Americhe e dell’Irlanda.
Grazie ai numerosi strumenti di cui l'Osservatorio disponeva, si cominciò ad eseguire le osservazioni di pressione atmosferica, temperatura dell'aria, umidità relativa, precipitazione, velocità e direzione del vento, nebulosità, stato del mare, visibilità orizzontale, eliofania e radiazione solare. Lo studio di quest'ultima, veniva eseguito con un piranografo, strumento per determinare il numero delle calorie in un minuto ricevute dal sole sull'unità di superficie della Terra; altro apparecchio che venne ad integrare le osservazioni fu l'evaporimetro, che registra l'evaporazione. In complesso l'Osservatorio Meteorologico risponde con la sua strumentazione, alle più severe esigenze della meteorologia moderna ed effettua tre osservazioni al giorno: alle ore 8.00, 14.00 e 19.00 solari.
Tutte le osservazioni sono riportate in apposito registro e sopra una scheda spedita con cadenza decadale all'Ufficio centrale di Ecologia Agraria di Roma (UCEA), altri dati vengono trasmessi mensilmente all'Ufficio Idrografico di Bari.
L'Osservatorio Sismico
Il riconoscimento come Osservatorio Geofisico avvenne nel 1900. La prima attrezzatura scientifica, costituita da un sismografo Wiechert e da un cronometro di Marina a contatti elettrici, fu acquistata in proprio dal Ferrajolo e soltanto qualche anno dopo, l'Ufficio Centrale di Meteorologia e Geodinamica di Roma inviò un secondo sismografo Vicentini. Le prime indagini sismografiche avevano rivelato che Taranto era un'area notevolmente idonea per le rilevazioni sismiche, ragione per cui occorreva potenziare ulteriormente la sezione sismografica (della quale Ferrajolo era gelosissimo).
Il Ferrajolo, nello stesso periodo, progettò altri due sismografi di sua invenzione, realizzati in poco tempo con l'aiuto del suo fido meccanico Giannini. Queste apparecchiature hanno funzionato perfettamente fino al 1975, anno in cui l'Osservatorio, per esigenze tecniche, fu trasferito nella villa ottocentesca di Talsano.
Un altro grande merito del Ferrajolo fu quello di avere ottenuto per l'Osservatorio la stazione radiotelegrafica per la ricezione dell'ora esatta, di fondamentale importanza in una stazione sismica, per lo studio delle registrazioni. Il mezzo usato in Osservatorio per il servizio esatto del tempo (1898) consisteva nel sincronizzare i cronometri dell'Osservatorio con il tempo campione sull'ora di Parigi trasmessa dalla Torre Eiffel; in seguito questa stazione, fu sostituita con uno dei primi apparecchi radioriceventi a quattro valvole per la ricezione su telaio o antenna. All'Osservatorio sismico, che aveva ottimi apparecchi per le componenti orizzontali, mancava uno strumento per la ricezione dei movimenti verticali del suolo. Nel 1968, per merito dell'interessamento del Prof. Semeraro, l'Osservatorio ricevette dall'Istituto Nazionale di Geofisica di Roma, a mezzo atto di convenzione tuttora è in vigore, una coppia di sismografi elettronici tipo ING a registrazione termosensibile, di cui uno è collocato nell'Osservatorio per scopo didattico e l'altro in quello di Laterza (Taranto) per scopi scientifici; entrambi sono collegati con la rete nazionale sismica dell'ING per via cavo telefonico.
Cimeli sismici
- Sismografo Vicentini a tre componenti con massa di 60 kg. Non è più in funzione dal 1975 a seguito del trasferimento dell'Osservatorio da Taranto a Talsano.
